Introduzione
Succede spesso: il cliente vuole rifare il bagno “solo piastrelle”, magari perché l’impianto “funziona ancora”. Ma rifare le piastrelle e lasciare gli impianti idraulico ed elettrico com’erano è il classico risparmio che costa caro. Perché? Perché sposti budget sulla finitura e lasci il rischio nascosto nelle pareti. Qui vediamo cosa succede davvero, come evitare rotture dopo la posa, e come proporre la soluzione giusta senza perdere il lavoro. Parliamo di diagnosi, alternative pratiche, sequenza corretta e gestione cliente, con esempi concreti e numeri di cantiere.
Quick Answer: Rifare le piastrelle e lasciare l’impianto idraulico ed elettrico è un errore perché spinge il rischio dietro superfici nuove: se cede una curva o un giunto, rompi piastrelle nuove. La soluzione: diagnosi preventiva, rifacimento almeno delle tratte critiche e sequenza lavori corretta con test e impermeabilizzazione.
Indice
Key Takeaways
- Test prima della posa: prova pressione a 6 bar per 60 minuti, prova differenziale 30 mA e continuità terre riducono i rischi più del 50% sul post-posa.
- Sequenza corretta: demolizione → impianti (1a fase) → test → impermeabilizzazione (spessore 1.5–2.0 mm) → piastrelle → finiture → test finale.
- Scelta pratica: rifare almeno tratte fino ai punti d’uso più sollecitati (doccia, lavatrice, boiler) e aggiungere circuiti dedicati per carichi sopra 2 kW.
- Documentazione: foto dei passaggi, tracciati e quote riducono contestazioni e tempi di diagnosi in caso di problemi.
Perché È Un Errore Lasciare Gli Impianti
Il rischio non è visibile ma è reale
- Le tubazioni vecchie (multistrato/rame/PPR) e i giunti in traccia soffrono vibrazioni, calcare e colpi d’ariete. È comune trovare curve con microtrasudi dopo anni.
- L’impianto elettrico datato spesso non risponde alle attuali esigenze di carico: induzione, asciugatrice, scaldabagno elettrico, luci LED con dimmer. Un differenziale lento o un conduttore da 1.5 mm² su prese può diventare un problema.
Cosa succede se cede dopo la posa
- Una perdita micro tra raccordo e tubo sotto una nicchia doccia rovina colla e impermeabilizzazione in 2–4 settimane. Risultato: aloni, stacco fughe, odori. Si demolisce.
- Una linea prese senza circuito dedicato per induzione (spesso richiede 3.5–7 kW) porta scatti continui e surriscaldamenti. Si riaprono tracce o si accettano compromessi poco professionali.
Norme e responsabilità
- In Italia, sugli impianti elettrici vale il DM 37/08 e la regola tecnica CEI 64-8: rifacendo tratte significative serve dichiarazione di conformità. Far finta di nulla è un boomerang.
- Per l’acqua sanitaria, le buone pratiche tecniche (es. UNI 9182) spingono a dimensionamenti e materiali idonei; rimettere rivestimenti senza verifiche espone a contenziosi sulla garanzia lavori.
Diagnosi Prima Di Toccare Una Piastrella
Check-list rapida sul campo
- Idraulico: prova tenuta a 6 bar per 60 minuti su caldo e freddo; se scende, localizza. Verifica colpi d’ariete e presenza di valvole d’intercettazione su ogni linea.
- Scarichi: videoispezione di sifoni e colonne se accessibili, prove di riempimento piatto doccia con test di 24 ore (flood test) prima della posa.
- Elettrico: test differenziale 30 mA, misura di isolamento con megger a 500 V, continuità del PE, verifica sezioni (1.5 mm² luci, 2.5 mm² prese è prassi comune), spazi nel quadro per nuovi interruttori.
- Umidità: igrometro su intonaci/sottofondi; valori troppo alti richiedono asciugature prima di impermeabilizzare e posare.
Strumenti utili
- Pompa prova pressione con manometro 0–10 bar
- Megger e multimetro, pinza amperometrica
- Endoscopio per tracce, termocamera per individuare umidità
- Rilevatore tubazioni/cavi, igrometro a sfera
Soluzioni: Completo, Parziale, A Vista
A. Rifacimento completo (consigliato quando l’impianto ha più di 15–20 anni)
- Sostituisci tutte le tratte in traccia fino ai punti d’uso; inserisci collettori con rubinetti di intercetto, guaine e passaggi ispezionabili dove possibile.
- Elettrico: nuove linee prese bagno in 2.5 mm², luci 1.5 mm², circuito dedicato per lavatrice/asciugatrice, protezioni in quadro adeguate. Prevedi punti per specchio, strip LED, VMC.
- Risultato: durata attesa 15+ anni, rischio infiltrazioni drasticamente ridotto. Costi maggiori subito, ma meno chiamate in garanzia.
B. Upgrade parziale mirato
- Sostituisci solo le tratte critiche: doccia (miscelatore, soffione, scarico), wc/bidet, attacchi lavatrice; aggiungi circuito elettrico dedicato per carichi oltre 2 kW.
- Usa guaine e cassette di derivazione accessibili (dietro basi o controsoffitti) per rendere future manutenzioni possibili senza demolire.
- Risultato: compromesso intelligente quando il budget è stretto ma non vuoi ritrovarti a rompere dopo 6 mesi.
C. Soluzioni a vista o in battiscopa (quando non si può tracciare)
- Canaline estetiche, zoccolini tecnici o contro-pareti leggere per passaggi elettrici; colonne esterne in acciaio/rame per acqua su stile industriale.
- Risultato: zero demolizioni sulle pareti strutturali, tempi rapidi. Non sempre gradito esteticamente, ma efficace nelle ristrutturazioni leggere.
Tabella di confronto
| Scelta | Costo iniziale | Rischio post-posa | Durata attesa | Tempi cantiere |
|---|
| Solo piastrelle | Basso | Alto | Bassa (1–3 anni incerti) | Brevi (2–4 gg) |
| Piastrelle + impianti parziali | Medio | Medio-basso | Media (5–10 anni) | Medi (5–8 gg) |
| Piastrelle + impianti completi | Alto | Basso | Alta (10–15+ anni) | Più lunghi (7–12 gg) |
Sequenza Lavori Corretta
Step-by-step che evita rotture
- Demolizione e tracciatura: verifica spessori. Ricorda che piastrella 8–10 mm + colla 3–5 mm alza quote di 11–15 mm.
- Impianti 1a fase: posa tubi e cavi, scatole e punti d’uso con quote finite considerando spessore rivestimento (+10–12 mm rispetto all’intonaco).
- Test impianti: pressione a 6 bar per 60 minuti; elettrico con megger e prova differenziale. Fotografa tutto.
- Ripristini e asciugatura: malte e massetti, lascia essiccare 3–7 giorni a seconda dello spessore (2–3 cm = più tempo).
- Impermeabilizzazione: due mani incrociate, spessore secco 1.5–2.0 mm, nastri su spigoli e passaggi. Flood test 24 ore su doccia.
- Posa piastrelle: verifica planarità; pendenze doccia 1–2%. Fughe e silicone igienico.
- 2a fase impianti: installazione miscelatori, placche, sanitari. Test finale con collaudo funzionale e termografie spot.
Errori comuni da evitare
- Dimenticare lo spessore finito: placche e rubinetti arretrati o sporgenti.
- Niente valvole di intercettazione per singola utenza: manutenzione impossibile senza chiudere tutto.
- Impermeabilizzazione sottile o assente: fughe non sono impermeabili, servono membrane.
- Mancanza di circuito dedicato: induzione/forni/lavatrici condividono con prese generiche → scatti e surriscaldamenti.
Costi, Tempi E Rischi: Caso Reale
Bagno 5 m², doccia 90x120, rivestimento 2.2 m
- Solo piastrelle: 2–4 giorni; rischio infiltrazioni medio-alto se impianto oltre 15 anni. Un guasto post-posa può richiedere 1–2 giorni di demolizione e 3–5 m² di piastrelle di scorta.
- Upgrade parziale: +2–3 giorni per rifare doccia e linee critiche; costo extra ma riduci drasticamente i rientri in garanzia.
- Completo: +5–8 giorni con collaudi; cliente coperto per anni, tu sereno. In generale, riparare dopo può costare 2–3 volte il risparmio iniziale.
Prevenzione E Gestione Cliente
Come spiegare al cliente senza perdere il lavoro
- Visualizza il rischio: mostra foto di microperdite su impianti vecchi. Spiega che la piastrella è la “pelle”, l’impianto è “organo vitale”.
- Offri opzioni: base (solo piastrelle), consigliata (upgrade mirato), premium (completo), con pro e contro chiari.
- Inserisci test obbligatori: prova pressione, flood test doccia, test elettrici. Mettili a capitolo a parte.
Come presentare preventivo e varianti con Donizo
- Con Donizo puoi usare Voice to Proposal per catturare in cantiere punti d’uso, quote e foto; in pochi minuti hai una proposta chiara.
- Invia il PDF brandizzato e fai firmare con E-signature. Aggiungi opzioni per upgrade impianti e allega foto dei tracciati.
- Se il cliente accetta l’opzione impianti, converti in fattura con un clic. Con il piano Autopilot puoi usare il margin estimator per prezzare le alternative mantenendo il margine.
- L’area cliente riduce il ping-pong di email; meno fraintendimenti, più approvazioni rapide. [Scopri come gestire varianti e incassi]
FAQ
Quando conviene rifare l’impianto idraulico se cambio solo le piastrelle?
Conviene quando l’impianto ha più di 15–20 anni, se ci sono giunti in traccia, segni di calcare/ossidazione, o se sposti punti d’acqua. Rifare almeno le tratte della doccia e degli apparecchi più sollecitati limita il rischio di aprire le piastrelle nuove. Fai sempre una prova pressione a 6 bar per 60 minuti prima della posa.
Posso rifare solo parte dell’impianto elettrico in bagno?
Sì, ma con criterio: aggiungi un circuito dedicato per lavatrice/asciugatrice, adegua la sezione cavi (2.5 mm² prese, 1.5 mm² luci è prassi), verifica terra e differenziale 30 mA. Se il quadro è saturo, prevedi ampliamento. Modifiche significative richiedono conformità secondo DM 37/08 e regola tecnica CEI 64-8.
Quanto dura un impianto idraulico nascosto prima di dare problemi?
Dipende da materiali, posa e qualità dell’acqua. È comune vedere impianti che reggono bene 10–15 anni, poi aumentano le probabilità di microperdite su giunti e curve. Per questo, durante un rifacimento piastrelle è prudente sostituire almeno le tratte più critiche e installare valvole di intercetto per singole utenze.
Come evito di rompere piastrelle nuove se si verifica una perdita?
Progetta accessibilità: cassette ispezionabili, valvole a vista, guaine nei passaggi, nicchie tecniche. Documenta con foto e disegni i tracciati prima di chiudere. Usa impermeabilizzazione continua (1.5–2.0 mm a secco) e flood test in doccia. Così, se capita un problema, spesso puoi intervenire localmente senza demolire tutto.
È obbligatoria l’impermeabilizzazione sotto le piastrelle della doccia?
Non sempre è formalmente obbligatoria in ogni contesto, ma è ormai una best practice riconosciuta: riduce le infiltrazioni e protegge massetti e piani ribassati. Applica due mani incrociate con nastri su spigoli e passaggi, poi esegui un flood test di 24 ore prima della posa della piastrella.
Conclusione
Rifare le piastrelle e lasciare l’impianto idraulico ed elettrico com’è è una scommessa che spesso si perde. Con test mirati (6 bar/60 min, 30 mA), impermeabilizzazioni serie (1.5–2.0 mm) e scelte progettuali intelligenti, tagli rientri e demolizioni. Il passo successivo? Standardizza preventivi con opzioni impianti, fai approvare tutto e archivia foto e tracciati. Con Donizo prepari proposte in pochi minuti, ottieni E-signature e converti in fattura in un clic; con Autopilot usi il margin estimator per proteggere i margini. Porta questo metodo nel prossimo cantiere e dormi sonni tranquilli.
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